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Archivio mensile:novembre 2004


Giovedì 2 dicembre torniamo finalmente a Firenze. Dopo la vittoria del Rock Contest nel marzo scorso alla “Flog” eccoci invitati da Controradio(Popolare Network) alla serata inaugurale di “Station to Station 2004”. La rassegna quest’anno è all’ex palasport, vicino allo stadio, ora noto anche come Mandela Forum: uno spazio talmente grande che un po’ spaventa a pensarci. Speriamo di rivedere i tanti toscani che qualche mese fa ci hanno sostenuto aiutandoci a vincere il Contest. Suoneremo per primi, intorno alle 22,00. Siateci presto se potete. (ingresso libero).
– chi non viene è un guelfo –

Prossime date:

Giovedì 2 Dicembre – FIRENZE Mandela Forum – ex palazzetto dello sport – zona Stadio (+ Z-star + Terranova) ore 22,00 circa
ingresso libero – www.controradio.it

Martedì 7 Dicembre – LEGNANO (MI) club “Jaill” (+ Mirsie) – www.jail.it

Venerdì 17 Dicembre – PESARO Sonic Lab – www.sonic-lab.it

Confermato il nostro set semiacustico al MEI di Faenza (RA) domenica prossima, 28 novembre. Lo showcase si terrà alle ore 15,30 circa presso lo stand “La Cupola”, organizzato dalle etichette toscane indipendenti: Santeria, Audioglobe, Black Candy, Stout, Urtovox e altre.
– chi non viene è un salesiano –

Stand “la Cupola” – MEI – programma pomeridiano di domenica 28 novembre:

maltominimarco – alphasouth
shakedown – number 9
songs for ulan – stout
offlagadiscopax – santeria
goodmorningboy – urtovox
saverio lanza – number 9
joe leaman – black candy
velvet score – black candy
hogwash – urtovox

Mercoledì da influenzati quello passato tra lo showcase a Radio Città del Capo in compagnia dell’astuto DJ Giovanni Gandolfi e il concerto al Club74 sempre a Bologna. Concerto un po’ sofferto a causa di alcuni problemi tecnici di amplificazione aggravati dalla presenza di estranei figuri preoccupati di non fare salire in alcun modo i decibel della sala. Surreale la scena di un tecnico dell’Arpa inviato a contenere l’inquinamento acustico del locale che decide che anche i nostri ampli appartengono all’impianto del posto e li abbassa a suo piacimento. Ad un certo punto cerca di abbassare pure una delle casse/spia del palco dopo avere misurato con fare professionale la sua emissione evidentemente nociva e troppo alta. Peccato che tale diffusore fosse rotto e staccato e non stesse esalando nemmeno un fiato… Alla fine tantissima gente (“Murato” proprio) per uno spettacolo quasi acustico, vista l’aria rarefatta che usciva dalle casse e pubblico attento e partecipe oltre ogni aspettativa. Un grazie particolare ai ragazzi di Radio Città del Capo e al fonico che si è prodigato per salvare il salvabile. Oltre alla presenza al Mei di cui sopra vi ricordiamo il concerto al Mandela Forum, l’ex palasport di Firenze, giovedì 2 dicembre dove ci saranno anche Z-Star e Terranova. E’ la prima delle tre serate di “Station to Station” edizione 2004. Apriremo noi: se venite, venite presto. (Ingresso libero). Info anche su www.controradio.it. Un saluto infine ai ragazzi di www.liverock.it, sito che ci sta sostenendo con grande passione.


Dopo la bellissima serata di venerdì al Calamita torniamo a Bologna mercoledì prossimo, 17 novembre. Suoneremo al Club74″, via della Grada 10 (ex circolo della Grada) nella serata curata da Giovanni Gandolfi (Radio Città del Capo/Unhip rec.) Inizio spettacolo ore 22,00 circa.
– chi non viene è un moderato –


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…un concerto lungo, (quasi) tutta la scaletta che avevamo a disposizione…ho pure richiamato sul palco Max, che appena finita DeFonseca si era già mescolato al pubblico, per fare Cioccolato IACP…in realtà viste le sue condizioni prima del concerto non pensavo sarebbe risalito (l’influenza colpisce anche il cantante robustello degli Offlaga)…un ringraziamento a tutti i presenti, suonavamo di fianco casa ma di reggiani veramente pochi…chi da Firenze, chi da Milano, chi da Roma, chi da Udine, chi da Torino, chi da Brescia e chi da Montepulciano…a Rex per il dj set che ha tenuto aperto il Calamita quasi fino alle 3…a Vittorio che era passato un po’ di tempo…e come sempre a chi voleva esserci ma non è riuscito ad esserci…una bellissima serata…

.D.


Venerdì 12 Novembre OfflagaDiscoPax dal vivo al Calamita di Cavriago (RE). Ore 22,30 circa – www.calamita.net
– chi non viene è un talent scout –

Abbiamo tenuto il nostro primo concerto il 22 Aprile del 2003. Al Calamita appunto. Solo diciotto mesi fa. Era una eliminatoria del Premio Daolio. Ci eravamo formati da pochissimo. Una roba nata per scherzo. Quando Enrico entrò nel mio ufficio in un pomeriggio di gennaio con Daniele (informato della sua malsana idea da meno di un quarto d’ora) mi spiegò che gli sarebbe piaciuto partecipare a quella rassegna con un progetto in italiano che coinvolgesse anche me e i miei racconti. Rimasi sbalordito. “Non so cantare, non so recitare, non so suonare e non sono mai salito su un palco” dissi. “Proviamo lo stesso Max”, rispose Enrico. Se non ci piace, amen. Ero un fan sfegatato dei Kathleen’s e un po’ anche dei Magpie che però non conoscevo bene (i gruppi da cui provengono Enrico e Daniele) e mai mi sarei posto il problema in vita mia di “cantare”. Nè con loro, nè con nessun altro. Accettai. In fondo si trattava solo di fare una prova e vedere cosa usciva. Enrico mi ha raccontato di recente che non voleva chiedermelo. Pensava che li avrei mandati a stendere. In effetti sarebbe stato più ragionevole. Portai alla prima prova alcuni miei racconti. Fu divertente. Ridevamo come scemi. Anche adesso comunque. Ci sembrava di stare facendo una cazzata. Magari una cazzata di talento (?). Ma sempre cazzata era. Alla fine di quel primo tentativo avevamo abbozzato due “canzoni”. Una era Kappler, l’altra Khmer Rossa. Quei due si inventarono le basi e
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D(["mb"," le melodie in tre ore scarse mentre io aggiustavo
e accorciavo i testi per renderli più
accettabili. Un approccio spensierato.
Quasi punk. Vabbè, si fa per dire.
In poche prove mettemmo in piedi
cinque brani. Venne il giorno dell’esordio
e al soundcheck i membri degli
altri gruppi della serata dopo avere sentito
per tre minuti i miei ragli nel microfono
cominciarono a guardarsi un po’ schifati.
Avrei voluto sparire. Avevo paura.
Questa cosa non avrebbe mai funzionato.
Tornai a casa a fare una doccia prima
del concerto e teorizzai di lasciare
perdere. Niente concerto. Fine della storia.
Stavo per telefonare per comunicare
la mia decisione quando arrivò un sms.
Era "Blinda", un amico di Bassano del
Grappa che diceva che si era messo
in viaggio per venire a vederci.
Pensai: – vabbè allora vado, ma poi non se ne
parla più. Cosa mi è saltato poi in testa
di seguire in questa pazzia quei due
sandroni non lo so -.
Paura. Troppa. C’era gente al Calamita.
Amici nostri e degli altri due gruppi.
Anche qualche curioso.
Cinquanta/sessanta persone.
Ero terrorizzato. Non ricordo bene
cosa successe. Farfugliai qualcosa e iniziammo.
Eravamo gli ultimi della serata.
Pensavo: "massacrateci in fretta che
tanto poi non ci vedrete più".
Inaspettatamente nessuno ci tirò addosso nulla.
Alla fine dei brani il pubblico applaudiva
educatamente. In uno ci applaudirono
a metà pezzo. Come dire: "carini, ma basta".
Mentre scendevo dal palco
quasi in trance il cantante
di uno degli altri gruppi ci fece di sua
sponte un complimento. Addirittura.
Non credo di avere capito più di qualche
parola. Non so se Enrico e Daniele suonarono
bene o male, conoscendoli suppongo la prima
ma non è detto. Comunque sia vincemmo la serata.
Immaginate cosa dovevano essere gli altri
due gruppi se andammo in finale noi
al nostro primo concerto fatto dopo sì e no
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le melodie in tre ore scarse mentre io aggiustavo e accorciavo i testi per renderli più accettabili. Un approccio spensierato. Quasi punk. Vabbè, si fa per dire. In poche prove mettemmo in piedi cinque brani. Venne il giorno dell’esordio e al soundcheck i membri degli altri gruppi della serata dopo avere sentito per tre minuti i miei ragli nel microfono cominciarono a guardarsi un po’ schifati. Avrei voluto sparire. Avevo paura. Questa cosa non avrebbe mai funzionato. Tornai a casa a fare una doccia prima del concerto e teorizzai di lasciare perdere. Niente concerto. Fine della storia. Stavo per telefonare per comunicare la mia decisione quando arrivò un sms. Era “Blinda”, un amico di Bassano del Grappa che diceva che si era messo in viaggio per venire a vederci. Pensai: – vabbè allora vado, ma poi non se ne parla più. Cosa mi è saltato poi in testa di seguire in questa pazzia quei due sandroni non lo so -. Paura. Troppa. C’era gente al Calamita. Amici nostri e degli altri due gruppi. Anche qualche curioso. Cinquanta / sessanta persone.Ero terrorizzato. Non ricordo bene cosa successe. Farfugliai qualcosa e iniziammo. Eravamo gli ultimi della serata. Pensavo: “massacrateci in fretta che tanto poi non ci vedrete più”. Inaspettatamente nessuno ci tirò addosso nulla. Alla fine dei brani il pubblico applaudiva educatamente. In uno ci applaudirono a metà pezzo. Come dire: “carini, ma basta”. Mentre scendevo dal palco quasi in trance il cantante di uno degli altri gruppi ci fece di sua sponte un complimento. Addirittura. Non credo di avere capito più di qualche parola. Non so se Enrico e Daniele suonarono bene o male, conoscendoli suppongo la prima ma non è detto. Comunque sia vincemmo la serata. Immaginate cosa dovevano essere gli altri due gruppi se andammo in finale noi al nostro primo concerto fatto dopo sì e no
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D(["mb"," nemmeno dieci prove.
Sembrava tutto completamente surreale.
Mi dissero che Enrico e Daniele mentre
facevamo "Soap Opera" si misero di fianco
a me con delle candele accese in
mano. Non me ne accorsi minimamente.
Volevo solo andare a casa e non
pensarci più.
"Piccola Pietroburgo" nacque parecchio tempo
dopo e mi piace pensare che sia
il nostro omaggio a quella serata,
a quel paese che amiamo chiamare così e a
quel locale che una sera di aprile di un
anno e rotti fa avrei preferito
vedere raso al suolo da un missile SS-20
piuttosto che entrarci dentro.
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nemmeno dieci prove. Sembrava tutto completamente surreale. Mi dissero che Enrico e Daniele mentre facevamo “Soap Opera” si misero di fianco a me con delle candele accese in mano. Non me ne accorsi minimamente. Volevo solo andare a casa e non pensarci più. “Piccola Pietroburgo” nacque parecchio tempo dopo e mi piace pensare che sia il nostro omaggio a quella serata, a quel paese che amiamo chiamare così e a quel locale che una sera di aprile di un anno e rotti fa avrei preferito vedere raso al suolo da un missile SS-20 piuttosto che entrarci dentro.

Mercoledi e’ toccato a Kerry

(l’altro non ci va nemmeno di nominarlo,qui).

Ieri la volta di Arafat.

Oggi invece e’ schiattata la cassa del mio stereo,

manco a dirlo quella di destra,datata 1982.

Responsabile,

il master del nostro primo album,

terminato dopo due giorni

di messe a punto finali agli studi Alpha.

Non mancherano di certo punti di riferimento storici

quando da babbioni

(chi prima,chi dopo,hi hi)

ci ritroveremo in bocca

un “ma abbiamo altri ricordi…”.

Nel frattempo un GRAZIE a

Giacomo Barba Fiorenza,

a Francesco Nuklearburro Donadello,

alle comparse/S/comparse,

e a tutti coloro che avranno la benevolenza di attendere l’anno nuovo per il formato tascabile..

Offlaga(salutodistinto)

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