Finisce il mese di Fiorile e in attesa della mietitura andiamo a Cisano Bergamasco (BG) Venerdì 19 Maggio dove si tiene da qualche anno il Senza Far Rumore Festival, benemerita quattro giorni di musica indipendente e sovrana con motivazioni anche sociali. Il festival si tiene nell’area feste del centro sportivo di Cisano ed è ospitato in una struttura coperta per cui si beve e si suona anche in caso di pioggia. Nella stessa serata prima di noi i Dilaila. Ingresso libero e notizie su  www.senzafarrumore.org adeguatamente approfondite. Sabato 20 Maggio traslochiamo a Torino dove ci esibiremo al "El Barrio". Il centro El Barrio si trova nello storico quartiere operaio della Falchera in Strada Cuorgnè n° 81 e prima del nostro concerto verrà presentato il video documentario "Cittadine Europee", preceduto dalle musiche dal vivo dei La Deira Do Pelourinho. Il video (durata 12 minuti) si occupa dello sfruttamento sessuale delle donne provenienti dai paesi che stanno entrando nell’ U.E. Su www.elbarrio.it ci sono puntuali informazioni sul tema. Inizio della serata ore 21,30 e ingresso libero. Chi non viene è un Aidons la Norvège.                    ———————————————————                      MILANO. LA CASA 139. Stiamo approntando il doppio concerto alla Casa 139 di Venerdì 2 e Sabato 3 Giugno dove vi aspetta qualche piccola sorpresa. Tra esse l’allestimento della mostra del catalogo grafico del gruppo – locandine, manifesti, libretti, cose così – curata personalmente da Enrico che da sempre è l’autore e realizzatore di questo aspetto importantissimo del nostro progetto. Troverete esposti in mostra anche degli antichi reperti provenienti dall’archivio segreto del Socialismo Tascabile e che difficilmente avrete incrociato altrove. Oltre alla mostra presso il circolo milanese che occuperemo militarmente per un fine settimana vi attendono, se ci riusciamo: Dj set su misura, scalette più o meno insolite, libretti vintage, ospiti ipotetici e riprese varie ed eventuali. Insomma, chi non viene è un saprofita. Consigliamo caldamente di prenotare a questo indirizzo: www.lacasa139.com/prenotazioni.htm l’ingresso ai concerti e nella mail specificate per bene a quale delle due date volete partecipare e il nome del gruppo, oltre al vostro nome e cognome e il numero di persone che intendete portare con voi (la prenotazione non prevede alcun sovrapprezzo). 

Offlaga Disco Pax.  Dio ne scampi dagli Orsenigo.

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28 commenti
  1. anonimo ha detto:

    “Dio ne scampi degli Orsenigo” è fantastico! Lieta che qualcuno tra i conoscenti-si fa per dire- lo abbia letto. Max, prova con “l’impietratrice”.
    maya1999

  2. ohi carissimi, non so le lo sapevate ma abbiamo un governo di comunisti. infatti, il partito del signor b. ha calcolato che:

    “I ministri del secondo governo Prodi ‘vantano’ un passato di ben 226 anni di appartenenza a partiti comunisti o organizzazioni collaterali, cosi’ suddivisi: 160 anni nel Pci e 1 nello Psiup, entrambi finanziati dall’Unione Sovietica, 36 anni nella Cgil, a suo tempo anch’essa finanziata da Mosca, 14 anni in Democrazia Proletaria, 15 anni in Rifondazione Comunista, 15 di comunismo “indipendente” (Bianchi). Due ministri erano iscritti al Pci lautamente finanziato dall’Unione Sovietica quando questa stronco’ nel sangue e nelle deportazioni la “primavera di Praga”.

    Il busto di Lenin che dice, in quel di Cavriago?

  3. anonimo ha detto:

    scorrendo tra le date ho notato una cosa davvero geniale. vorrei conoscere chi vi ha affiancato mondo marcio.

  4. anonimo ha detto:

    fissazione patologica per il nome e cognome, neanche fosse il tour di ligabue: i miasmi pestilenziali dei liquami da allevamento suino daranno alla testa…

  5. scrivete davvero delle canzoni intense..una sintesi tra la delusione storica moderna,e la voglia di dire ancora qualcosa,di denunciare ancora qualcosa……..una volontà che è stata ormai quasi completamente risucchiata dal circuito edonistico-consumistico e da un qualunquismo endemico portato all’esasperazione.una scrematura per ricavare qualcosa di buono dal passato insieme a tanta creatività e molta originalità.dove abito io vi conosciamo in pochissimi,spargerò la voce anche sul mio blog.ciao.

  6. anonimo ha detto:

    Quale denuncia può arrivare da chi vorrebbe approfittare di ogni occasione della propria visibilità, pure in apparenza timida, per rimorchiare come il più squallido dei Costantino?

    Quale deriva edonistica? Gli “hanno preso tutto” ma il recupero sembra abbastanza rapido.

    Basta, col sorbirsi le storie di vita che ognuno è autorizzato a raccontare, e con quel piglio moraleggiante nella narrazione degna del più fossile romanzo Borghese (Junio V. s’intende), che
    decide dei ruoli, del bene e del male, delle vittime e dei carnefici.

    L’intensità ce la mette chi legge e chi ascolta, chi elabora le inter-pretazioni fino alle decodifiche più aberranti (ma forse il concetto è troppo avanzato per questa sede); ed è facile riconoscersi in simboli da mercato delle pulci, non a caso scelti e propinati tra i più comodi.

    Venti secoli di oppio dei popoli si reggono su queste premesse.

    Ma non ci vedo neanche malizia, non ne faccio colpe: in fondo sono le regole del mercato discografico a decidere chi spremere, e l’ingenuità rafforzata da un incessante ambizione ad accaparrarsi l’agognato quarto d’ora di celebrità spingono a sbattersi, come in un flipper, nel giro mafioso di agenti, etichette e concerti.
    Ma se la si chiama passione, rispondo: avidità, ed arrivismo.

    A quasi un mese dagli speciali per l’anniversario di Chernobyl, trasmetteranno una fiction con Raul Bove sulle BR (in prima serata: magari ne esce un pezzo sulla Lioce).
    A chi coglie il nesso, in premio un viaggio a Retrogrado.

    Salut, ora è tempo di ascoltare un po’ di musica.

  7. anonimo ha detto:

    come darti torto. infatti è noto a tutti che gli Offlaga pagano fior fior di manager e agenti per riuscire a vendere il più possibile e riuscire a fare più concerti possibile. poi non parliamo dei 10 avvoccati che formano una delle più potenti difese mai avute in Italia dopo quella dell’ex premier. notoriamente santeria, etichetta che fa girare miliardi di euro al giorno, è talmente potente che nessuno ha il coraggio di dirle di no, e ogni disco che produce vende milioni di copie. poi senza tener conto dei milioni investiti in ricerche affidate ad esperti di storia politica e sociale italiana per arrivare a creare quei testi perfetti di ricordo-passato-biografico che tanto li contraddistinguono. chiaramente questo sfruttamente assolutamente senza limiti e con retorica a go-go del comunismo è tutto assolutamente studiato a tavolino. in molti ci chiediamo ancora perchè continuino a lavorare, ma ora sorge il dubbio che sia solo una copertura. ci sono voci, ma ancora solo voci, che il fenomeno Offlaga sia arrivato fino ad Hollywood e Broadway e c’è chi ha già offerto milioni per avere in anteprima i diritti per fare della loro storia e del ricordo politico reggiano di sinistra che li accompagna un musical colossale e in un futuro un film di richiamo internazionale, pare abbiano già contattato PhilCollins per interpretare Collini e la colonna sonora sembra se la stianno contendendo i Kraftwerk e RobinGuthrie a suon di assegni delle case discografiche.

    brutta bestia lo sfruttamento del comunismo.
    e brutta bestia l’invidia.
    mi chiedo perchè uno prima di scrivere delle stronzate senza senso e senza nessun appoggio reale non faccia prima un minimo di ricerca, o meglio non cerchi prima di conoscere le persone che attacca. ma del resto c’è chi ha il personal trainer e la guardia del corpo, a questo almeno gli Offlaga non ci sono ancora arrivati, ma manca poco a sentire il giro di soldi che ci sta dietro.

    ha ha ha

  8. anonimo ha detto:

    già, poi è noto che gli Offlaga facciano man bassa di femmine ai loro concerti, e senza guardare in faccia nessuno. si vocifera di orge incredibili e i pochi fortunati/e che vi hanno preso parte sembra siano impazziti. ho visto code di grupie che neanche i BonJovi ai tempi migliori avevano fuori dai loro camerini. e i racconti dei festini organizzati dai Kiss negli anni ’80 sembrano storielle per bambini. sembra che ora distribuiscano numerini prima dei concerti così da poter accontentare tutte. e si vocifera pure di sponsorizzazioni in arrivo da parte di una famosa ditta di preservati, visto l’incredibile uso che ne fanno.

    ha ha ha

  9. perchè chi attacca sceglie sempre l’anonimato?anonimo numero 6?non sarai mica un tantino codardo dall’alto della tua saccente onniscenza sulle “cattive abitudini” degli odp………io non mi riconosco in simboli di mercato,nè ho bisogno di “oppiarmi”…….non credo che raul bova c’entri nulla con i contenuti dei testi degli odp.in più quello che dici è pieno di qualunquismo:forse tu vorresti rimorchiare come Costantino……è vero la ricezione delle canzoni e dell’arte in genere è soggettiva…….ma non puoi negare che c’è un impegno sociale nei testi degli odp…….sai che vuoi fare:comprati qualche disco di luca di risio…..forse resterai più soddisfatto!

  10. anonimo ha detto:

    Elisabetta Canalis, ora pro nobis…

  11. anonimo ha detto:

    domani sera tutti a cisano! non vedo davvero l’ora! e sempre abbasso le centerfresh!

  12. anonimo ha detto:

    Eh, perchè non avete visto che limousine ci hanno questi Offlaghi, una cosa che neanche Aphex Twin. Hanno anche un vassoio pieno di Tatranky che esce dal cruscotto, a comando telepatico.

    (parole parole parole… parole soltanto parole)

    🙂

  13. anonimo ha detto:

    #6, sei talmente avanzato che puzzi di vecchia frustrazione e sospetta castrazione

  14. anonimo ha detto:

    se si devono muovere delle critiche, uno non va certo a cercare conferme nell’organo (!) ufficiale del gruppo frequentato da invasati: forse è sufficiente solo rompere le balle, seminare un po’ di zizzania, e ricordare ai beniamini di che razza di figure di merda sono capaci.

    e ci si accontenta, dal di fuori e tra persone degne di stima (già più di una e più di due), del ridere di mente capti

    quando poi, oltre all’esperienza personale, tutto questo viene fatto per lavoro, è ancora più interessante vedere quanti perdono il proprio tempo a dresdizzare in difese a spada tratta, manco fosse la linea gustav

    quanto all’anonimato, chissà se il nuovo ministro seguirà le proposte di bush sulle registrazioni obbligatorie. nel frattempo ci pensano le popstar a starnazzare ai quattro venti, incautamente, nomi e cognomi

    augh!

  15. anonimo ha detto:

    Ben detto, l’anonimato è un diritto. E’ richiesto un consenso, un’autorizzazione prima della pubblicazione di un nome, con alcune aggravanti nei casi più delicati.
    Bisogna ricordare che per commenti in un blog, l’anonimato non è mai completo, poiché sorpassato un certo limite chiamato legalità (che non tutti conoscono), c’è un identificatore univoco chiamato indirizzo IP a disposizione delle istituzioni preposte.
    L’omissione di uno pseudonimo (dunque inutile) o dell’indirizzo e-mail può essere invece una precauzione per evitare di ritrovarsi la casella intasata di insulti.
    Chi non sia ancora convinto, o chi sia ancora ostinato nel voler conoscere l’identità dell’utente anonimo, può chiedere direttamente ai responsabili del sito: senza poter chiamare in causa il provider, a loro basta comunque una telefonata alla persona giusta, e se sono magnanimi e/o completamente sprovveduti, potrebbero pubblicare direttamente il numero in questione.

  16. “a loro basta comunque una telefonata alla persona giusta”

    Ma ce lo vedi, Fontanelli che chiama Moggi?

  17. Fontanelli: Ah Lucià, mi serve ‘na data a Central Park.
    Moggi: Certo…
    Fontanelli: Allora, qua c’ho i nomi, vediamo se corrispondono: Tool e Mogwai aprono alle 14, poi quei cazzoni dei Cocteau Twins ci fanno il checksound e chiudiamo noi alle 21 in punto.
    Moggi: aspetta, io qui avevo i Massive Attack e i Depeche Mode…
    Fontanelli: E chi sono questi gruppetti da seconda media? No, no, non se ne parla nemmeno, dirottali su Cavriago.
    Moggi: Ma come faccio?
    Fontanelli: Regalagli due spillette ciascuno, chiama quelli di Santeria e fatti dare due cd autografati, o fagli offrire un cocktail da Reverberi.
    Moggi: d’accordo, ma i Tatranky per Alessandro? (parlano del figlio di Moggi)
    Fontanelli: E non rompere i coglioni co’ sti Tatranky! O ti devo chiudere a chiave nel camerino come l’ultima volta?
    Moggi: Ok, Enrico, scusami.
    Fontanelli: E ricorda di togliere dal mercato il cd del Brindellone. (probabilmente il cantante dei…)
    Ricordati di me.
    Moggi: Ok, ma poi tu ti ricordi di me?
    Fontanelli: Oh, mi sono appena accorto che devo accordare il basso… (riattacca)

  18. anonimo ha detto:

    Fontanelli parla solo con Blatter…

  19. Me lo fate l’ autografo sul vostro cd
    ( rigorosamente scaricato da internet / masterizzato ) ?
    A stasera!
    – Soubrette del popolo italiano –

  20. anonimo ha detto:

    ma io vi amo! voglio andare nella città in cui è nata orietta berti e farmi una foto con il busto di lenin!

  21. anonimo ha detto:

    Per l’occupazione militare de La Casa 139 mi propongo abile al vettovagliamento.

    Angelo del focolare ad interim (?)

    Zaren

  22. INTERCETTAZIONI NUMERO DUE
    Che scandalo! Guardate come gli Offlaga Disco Pax usano il nostro fervore ideologico per fini utilitaristici! Come usano il Comunismo per vendere cd!
    Da queste intercettazioni traspare il ruolo importante di Collini nell’Internazionale Socialista e addirittura nella politica italiana ed internazionale.

    Fidel Castro: Pronto, compagno Max?
    Collini: Chi parla?
    Fidel Castro: Sono Fidel…
    Collini: Fidel chi?
    Fidel Castro: Fidel castro…
    Collini: Ancora? Guarda che se è di nuovo per la storia ‘perchè Juantorena ed Ernesto sì e io no’ te faccio levà la patente e ti spedisco nella legione straniera…
    Fidel Castro: No, no, è per quella roba dell’ONU che abbiamo discusso settimana scorsa al Soviet Supremo…
    Collini: Senti, io ne ho le palle piene di scriverti i discorsi che poi sbagli i nomi e mi fai fare figure di merda, e soprattutto di doverti coprire ogni volta che fai cazzate!
    Fidel Castro: Sì, Max, hai ragione… Scusami davvero ma la situazione mi sta sfuggendo di mano non so che pesci prendere…
    Collini: Che palle… Comunque dai ti mando il testo di Cioccolato Iacp e un clone della talpa… Ma guarda che è l’ultima volta!
    Fidel Castro: grazie, grazie sei sempre così buono con me e…
    Collini: Vabbè vabbè non rompere i coglioni
    Fidel Castro: senti un’ultima cosa…
    Collini: Ancora?? Ma che voi?! Sbrigati che devo portare il cane a fare la pipì.
    Fidel Castro: devo rispondere ad una domanda che mi hanno fatto dei giornalisti…
    Collini: Muoviti
    Fidel Castro: ‘Dove va il Comunismo, oggi?’
    Collini: Ascoltami bene, Castro, io non so dove vada il Comunismo, di sicuro so che a questo punto tu te ne puoi andare affanc (riattacca)

    (…)

    Collini: Hù?
    Hú Jǐntāo:: Oh ciao compagno come stai?
    Collini: Compagno un cazzo, ti sto tenendo d’occhio.
    Comunque ascolta, dì a quell’imbecille di Vlad (parlano di Putin) di abbassare un po’ il prezzo del petrolio in Italia che sono riuscito a sistemare il Corvaccio (parla di Napolitano) come presidente della Repubblica.
    Hú Jǐntāo: Sei sempre un grande, un killer…
    Collini: Se, se, dimmi invece delle vendite del Socialismo in Cina.
    Hú Jǐntāo: Sto tentando di fare di tutto per incrementare a Pechino, ma co’ sta storia del download…
    Collini: Ah che palle, in corea di questi problemi non ne abbiamo!
    Hú Jǐntāo: Ma lì è diverso…
    Collini: Cazzate! Bada che ti tengo d’occhio, che co’ sta storia dell’apertura a Ovest non me la racconti giusta…
    Hú Jǐntāo: Ma dai Max ti ho già chiesto…
    Collini: Niente mi devi chiedere! Sei come Fidel! Vi meritereste una punizione esemplare, sennò non imparate mai… Ma sarò magnanimo! Ora cerca di fomentare la gente e piazza ai russi quei 350000 Tatranky scaduti.
    Hú Jǐntāo: Va bene, come vuoi… Ciao compagno…
    Collini: Se se ma vaff (riattacca)

  23. Grande concerto ( Anche con la tosse ).Le Cinnamon sono armi improprie, altro che kalashnikov. La prossima volta vedrò di agguantare un Tatranky. Grazie ancora.

  24. anonimo ha detto:

    Risulta chiaro che, ad onta di ogni strenuo garantismo, Collini und Fontanelli und Carretti, saranno la triade che arbitrera’ la finale tra Qualunquisti ImPoviati dai Piccioni e UltraDestra Cacante Pensieri Inascoltabili.

    Nelle passate edizioni, la triade di cui sopra, si e’ contraddistinta per un’atteggiamento assolutamente fermo e sovietico nel dirigere la performance, eppur dunque imparzialissimo, regalando ad ambedue le compagini lo stesso trattamento:il lancio di un tatranky d’acciaio, forgiato all’interno della scarpa che krusciov batte’ sul leggio dell’Onu, in un’indimenticabile discorso da Primo Contadino che si affaccia sulla scena internazionale.

    Un Tatranky d’acciaio e’ per sempre.
    Combatte l’ignoranza, rinvigorisce i pensieri deboli e anche forti.

    diego

  25. anonimo ha detto:

    VOI CHE SIETE LI VICINO ANDATELO ALMENO A VEDERE.

    http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/cronaca/stalin-cristallo/stalin-cristallo/stalin-cristallo.html

    Dalle cantine Ds rispunta il quadro di cristallo diventato leggenda
    Alto 2 metri, pesante più di 2 quintali, fu preparato per i 70 anni del dittatore
    E Bologna “la rossa” ritrovò Stalin
    Nascosto per 40 anni nella federazione storica di via Barberia. Alla fine si scopre che era nella nuova casa del partito
    BOLOGNA – Il primo incontro avvenne qui, sotto il voltone di via Barberia con la scritta: “Deus propicius esto”, il Signore ti sia vicino. Era un mattino d’inverno e la ragazza infreddolita era uscita un attimo – per fumarsi una sigaretta – dal portone di quella che fu la Federazione comunista più potente del mondo occidentale. “Lavoro qui al Dams. Sì, lo so che qui una volta c’era il Pci”. Abbassò la voce, la ragazza. C’era un po’ di nebbia, quella mattina.

    Dal muro, la Madonna della Divina Provvidenza, detta “Madonna della notte e delle ombre”, continuava a sorridere. La ragazza si guardò intorno e confidò il segreto. “Mi hanno detto che, qualche tempo fa, una mattina presto alcuni uomini portarono via un grande ritratto, nascosto in cantina. Era un ritratto di Stalin. Nessuno sa dove sia finito. Forse può trovare una traccia all’istituto Gramsci. Loro sono stati gli ultimi a lasciare via Barberia”.

    Passano i giorni e i mesi. Ma come si può credere che Giuseppe Vissarionovic Giugasvili detto Stalin sia stato nascosto nelle cantine ex comuniste fino a quasi il Duemila? Forse qualcuno ha sognato. Ma un indizio c’è e va verificato. Via Galliera 24, la nuova e bella sede del Gramsci. “Sì, qualche anno fa – dice Siriana Suprani, coordinatrice dell’istituto e responsabile dell’archivio – trovammo materiale iconografico nelle cantine di via Barberia. Manifesti, pannelli con i ritratti di Gramsci, Togliatti, Engels e Stalin, tutti dipinti su tela. Servivano per le sfilate nei primissimi anni ’50. E poi c’era – mi hanno detto – un grande ritratto di Stalin, tutto in cristallo. Io non l’ho mai visto, ma mi hanno detto che era bellissimo. Dove sia adesso non lo so. Ricordo però che della faccenda si occupò, nel 1996, Gianna Serra, allora amministratrice del Pds regionale”.

    Quasi sobbalza, Gianna Serra, quando si sente chiedere: “Ma dov’è Stalin?”. “Sì, ricordo, era in via Barberia, lo feci mandare a San Giovanni in Persiceto… Certo non l’ho preso io. Adesso mi informo”. “Si informa”, questo l’impegno, anche Mauro Roda, amministratore della nuova federazione Ds di via Beverara. “Di Stalin non so nulla, ma mi impegno a chiedere. Farò sapere”. Quindici giorni e il telefono squilla. “L’ho trovato. Stalin è in una sezione Ds nella Bassa. Adesso lo faccio impacchettare e lo faccio portare qui nella cantina della federazione”. Qualche giorno di attesa. “Allora, è arrivato?”. “Sì”.

    Mauro Roda non c’è, in federazione. Ma il compagno magazziniere è stato autorizzato a mostrare il ritratto, nel sotterraneo, dietro lo stanzone usato dalla Sinistra giovanile. E qui inizia il giallo. “Io sono qui da 5 anni, e il quadro, a quel che so io, è sempre stato qui”. Ci mette un quarto d’ora, per fare tornare alla luce questo pezzo di storia. Scale, pannelli, carabattole, scatole vengono rimosse, ed ecco il quadro, alto più di due metri. Ancora lavoro per togliere i cartoni di protezione. Eccolo, Stalin. I baffoni, le falci e martello sul colletto della divisa. C’è anche la firma degli autori, gli “operai vetreria A. Pritoni & C”. Attorno al volto, i simboli del paradiso sovietico. La lampadina per raccontare – come nei bassorilievi medioevali delle chiese romaniche – che in Russia c’era l’energia elettrica. La cazzuola del muratore che costruisce le case per il popolo, la falce che taglia il grano nelle distese dell’Ucraina. Ma socialismo è anche studio, ed ecco allora il libro ed il pennino. Dopo il lavoro, il divertimento, con il pallone da calcio e un paio di sci, e pure la tavolozza per chi ama l’arte.

    Arriva Mauro Roda, e precisa. “Mi avevano detto che era a Tivoli, vicino a San Giovanni in Persiceto. Evidentemente, quando hanno ristrutturato la sezione, hanno portato qui Stalin, ben impacchettato, senza dire nulla a nessuno. Io, almeno, non ne sapevo nulla”. Si sparge la voce, nella federazione Ds. Arriva in cantina anche Roberto Montanari, il segretario regionale. “Certo, gli operai della vetreria ci hanno messo un bell’impegno”. Mauro Roda osserva il dittatore per la prima volta. “Mia suocera, moglie di un comandante della Resistenza, mi raccontava che i partigiani davanti al plotone d’esecuzione gridavano: “Via Stalin, viva la libertà””. Forse l’esilio è finito, per il padre di tutte le Russie. “Lo stalinismo è stato condannato, senza appello, già dai nostri padri. Ma questo quadro è arte povera, arte operaia, ma arte. Il quadro sarà assicurato, come altri che abbiamo in federazione. E non starà più in cantina. Potremmo metterlo nella stanza vicina, il salone della Sinistra giovanile”. Il segretario regionale ascolta a acconsente.
    Per fortuna, in federazione, c’è ancora Ivano Sabadini, archivista, giovane ma capace di ricordare i racconti dei vecchi. “Io vidi questo ritratto nel 1980, nella cantina di via Barberia. Mi raccontarono che fu preparato nel 1949, anno del 70° compleanno di Stalin. Doveva andare a Mosca, assieme ad altri regali, come omaggio della Federazione bolognese del Pci. Arrivò a Roma, all’ambasciata russa e lì si accorsero che pesava più di due quintali e mezzo e che il trasporto in aereo sarebbe costato troppo. E allora è stato rimandato a Bologna”.

    Il quadro ha vissuto in clandestinità ma è sempre stato trattato con i guanti: i quasi tre quintali di cristallo non hanno un graffio.

    Non ci sono più simboli del Pci, nel palazzo di via Barberia. E’ stata tolta anche la vecchia bacheca dell’Unità. Franco La Polla, direttore del dipartimento Musica e spettacolo e Giacomo Manzoli, docente di storia del cinema, spiegano che fra pochi giorni, appena verrà concessa l’agibilità, saloni ed aule, dopo anni di lavori di ristrutturazione, si apriranno per i 7.000 studenti ed i 40 docenti del Dams. “Ci piacerebbe che qualcuno del vecchio Pci venisse a raccontarci la storia che è passata fra questi muri”. Qualche docente chiama “la sala del Soviet” una saletta dell’ex comitato regionale, dove si riuniva il direttivo. Il Soviet – se così si vuole chiamare – era invece al primo piano, nella sala delle Colonne, dove si riuniva la segreteria del Pci. Qui venivano decisi i destini del partito e “dunque” della città. Chi usciva sindaco da questa sala non aveva certo bisogno di primarie. Appeso a una colonna c’era un ritratto di Lenin e accanto un cristallo con l'”Ode al Partito” di Majakovskij. “Il Partito è un uragano denso di voci flebili e sottili / alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico”.

    E’ sparita anche la targa con la scritta “Federazione del Pci bolognese” che faceva storcere il naso ai dirigenti arrivati da Roma. “Dovreste mettere Federazione bolognese del Pci”. Nell’ex granaio un tempo ristrutturato da Pierluigi Cervellati e diventato sede della redazione dell’Unità ci sarà presto un’aula di informatica. Palazzo Marescotti sarà per il Dams una sede prestigiosa ma non troppo funzionale. Il salone del comitato federale, con affreschi di G. e A. Rolli, verrà usato solo per convegni. Nella sala Rossa e quella delle Colonne saranno discusse le tesi di laurea. Stalin ha vissuto in cantina per 40 anni, prima di partire per San Giovanni. C’era chi ogni tanto scendeva, toglieva i cartoni e puliva il cristallo con il Sidol. La faccia del dittatore “sorvegliava” gli armadi in ferro che custodivano gli archivi del Pci. “Un quadro di Stalin, tutto di cristallo? Sarebbe bello averlo qui, in una delle nostre aule. Farebbe capire agli studenti che questo non è stato solo il palazzo dei nobili Marescotti”. Sotto il portico, la “Madonna della notte e delle tenebre” continua a sorridere al suo Bambino.

  26. anonimo ha detto:

    The aggregation produces about 2000 replica watches per day and has absurd revenues of about US$ 3 billion. Today swiss watches has its food in abounding cities of the world, such as Paris, Santiago, London, New York, Sydney and abounding others. This absurd cast has baffled the world!The success of Rolex watches is provided by the fantastically admirable affluence attending of the timepieces as able-bodied as by their abstruse perfection.

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