Il documentario di Pierr Nosari dedicato agli OfflagaDiscoPax e alla lavorazione del nostro secondo disco Bachelite verrà proiettato nelle prossime settimane in diverse città dell’Emilia Romagna nell’ambito della rassegna DocInTour 2009. Saremo presenti alla prima di queste presentazioni assieme al regista Mercoledì 8 Aprile 2008 al circolo Arci Zuni di Ferrara, che si trova nel centro storico in via Ragno n° 15. L’appuntamento è per le ore 21,30 circa e al sito dello Zuni ci sono le informazioni per raggiungerlo. Altri materiali sul documentario (tra cui un demo e il trailer) sono disponibili al sito della produzione: La Società Sintetica. Questo il calendario delle altre visioni al momento programmate: — Giovedì 9 aprile, ore 18,00: Pianoro Factory, Pianoro (BO), via dello Sport  n°2/3, tel. 051.775465 — Giovedì 9 aprile, ore 21,15: Cinema Astra, Misano Adriatico (RN), via D’Annunzio 20, tel. 349.1021902 — Giovedì 23 aprile, ore 20,30: Cinema Cristallo, Reggio Emilia, via Ferrari Bonini 4, tel. 0522.431838 (saremo presenti anche alla proiezione nella nostra città) — Giovedì 23 aprile, ore 21,00: La Palazzina, Imola (BO), via Quaini 14, tel. 0542.32421 — Venerdì 15 Maggio, ore 20,30: Sala Truffaut, Modena, via degli Adelardi 4, telefono 059.239222 — Sabato 23 Maggio, ore 21,00: Auditorium della Biblioteca Multimediale "A. Loria", Carpi (MO), via Rodolfo Pio 1, tel. 059.649950.

Vi rammentiamo che nella seconda parte del post precedente trovate tutte le indicazioni per i due appuntamenti di questa settimana con i progetti singolari di Enrico Fontanelli (Volvo Tapes, venerdì 3 aprile al Bainait di Montecchio Emilia) e di Daniele Carretti (Magpie, domenica 5 aprile all’ Atomic Bar di Milano). 

OfflagaDiscoPax. Cesolla, Campola, Modolena, Rodano…

7 commenti
  1. anonimo ha detto:

    Ci si becca a Ferrara mercoledì prossimo.

  2. anonimo ha detto:

    ci sono a Fe!

  3. anonimo ha detto:

    ieri sera ero al circolo zuni di ferrara:
    luogo infelice; caldo, rumoroso,sovraffolato.
    Dato che si tratta di un documentario avrei preferito la sala boldini ( la cineteca dell’arci ),almeno si sarebbe visto e sentito meglio,infatti non ho capito se l’audio era basso a momenti o era il casino dei ciovani presenti…..
    contenuti del documentario : mi è mancato qualcosa; nella intervista i componenti del gruppo hanno parlato del loro successo inaspettato, è un aspetto che mi ha sempre incuriosito dei gruppi che suonano, lo sbattimento per trovare i posti dove suonare e farsi conoscere, le fatiche & imprevisti dei tour,questo mancava nel documentario,che tra l’altro ,sempre secondo me, non riesce a trasmettere la particolarità della musica degli offlaga e si è un po troppo concentrato sui testi.
    A me piace la musica degli offlaga, però l’ho capito dopo averli visti 2 volte dal vivo,effettini, strani strumenti elettronici vecchi ( scusate la mia incompetenza),un elettronica amichevole,calda, non da pastigliomani da discoteka ,che mi riporta un po agli anni 80 ( sigh) .Ci sono altri gruppi italiani che hanno sonorità un po cosi, non so ….giardini di miro red worm farms e chissà quanti altri, ma sono sonorità particolari che si sposano molto bene con i testi, evitano un po l’effetto massimo volume ( gruppo di cui ascolto volontieri le canzoni ma che non ho mai visto live) .
    Probabilmente mi avrebbe colpito di più un documentario su di un tour o concerto,certo difficile da fare e magari fà troppo rattle and hum…,magari parlare semplicemente un po di più delle origini della musica e dei testi , la fatica del gruppo è stata mostrata molto bene, così come la professionalità e serietà dei componenti del gruppo,quasi irritante, si capisce che produrre cultura non è facile … ma manca qualcosa..ad esempio com’ è che sono così bravi…?
    Ho trovato insopportabile la tesi del regista sull’importanza del messaggio degli offlaga,che hanno avuto successo perchè colmano un vuoto di immaginario, non sono assolutamente d’accordo, e per confutare questa tesi bastava la presenza degli studenti fuorisede meridionali sbronzi post esame attorno a me,(il mercoledì a ferrara in centro i bar…., i wine bars si riempiono di universitari, persone che evidentamente non mi ispirano empatia ),in particolare una ragazza ultraciarliera che aveva un volume superiore a quella del documentario, una componente del pubblico che mi ha fatto venire in mente Bastogne di Brizzi…nella parte del libro in cui i 2 cugini sono ad una serata festosa e decidono di scannare un paio di partecipanti al party…..ecco cosa possono centrare dei ragazzi così, che tra l’altro non hanno vissuto o vivono la rozzemilia, con il “messaggio” degli offlaga che colma un vuoto?
    Propio niente immagino.
    Semplicemente c’è voglia di ascoltare delle storie,storie valide per chiunque, delle storie con carne e nervo e ascoltare musica diversa dalla solita, con dei contenuti, di più c’ è un vero bisogno in questo momento storico di ascoltare delle storie profonde,che non significa necessariamente lontane o aliene, avete presente il successo e la creatività del teatro di narrazione in questo momento nel nostro deragliato paese? E a proposito del messaggio della musica e dei testi degli offlaga vi consiglio di vedervi uno spettacolo teatrale che si intitola “Immobili” di Elsa Bossi e G.Costa.
    Ah, gli offlaga dal vivo,sotto lo schermo sono delle persone simpatiche.
    Sono contento di averli visti, anche se stanotte ho fatto un confuso sogno in cui tra l’altro picchiavo con un basso elettrico un mio collega di lavoro… che per essere un compagno di lavoro è una persona più che a posto, ed io non ho mai preso in mano in vita mia uno strumento musicale, a Ferrara si sogna male evidentemente.

    Ciao,grazie agli offlaga per il loro lavoro.
    Massimo

  4. anonimo ha detto:

    Ciao Massimo…
    anch’io ero allo Zuni e sinceramente non mi è sembrato proprio che il regista abbia sostenuto la tesi che confuti… Ha semplicemente detto che, nel fare il documentario, si è chiesto perché gli Offlaga hanno avuto successo e se questo era in qualche modo in relazione con il vuoto di rappresentanza (e non di “immaginario”, attenzione) politico che si è esplicitato con le ultime elezioni politiche con l’esclusione della sinistra dal parlamento. Ma il documentario a mio parere (e di altri amici con cui ne ho parlato dopo la proiezione) non sostiene alcuna tesi né interpretazione del “messaggio” degli Offlaga. Mi è sembrato anzi un gran bel ritratto, girato molto bene nonostante i mezzi evidentemente ridotti… l’ho trovato intelligente, raffinato e particolare, molto aderente a quello che sono gli Offlaga. Non so nemmeno se gli ODP, per quanto li conosco da fan di vecchia data, avrebbero apprezzato un lavoro come quello che tu avresti desiderato… anzi a me sarebbe sembrato molto convenzionale e anche un po’ autocelebratorio.
    Io credo che questo documentario sia un lavoro che tende più al cinema che all’homevideo-destinato-ai-fans, ed è per questo (e qui sono d’accordo con te) che avrebbe meritato uno spazio più consono a godersi la proiezione e un impianto audio molto ma molto migliore.

    Fra

  5. anonimo ha detto:

    non è facile girare un documentario su un gruppo musicale senza farlo sembrare un video amatoriale del “giornodelnostrocompleanno”. quello girato sugli offlaga l’ho trovato attento,puntuale, forse non necessario. ma cos’è necessario? è necessario parlare di vuoti da colmare? è proprio per colmare dei vuoti che si fa quello che si fa? non credo.

  6. anonimo ha detto:

    Ciao a tutti, ciao Max, ciao Daniele e ciao Enrico. Volevo chiedervi se avete ancora intenzione di fare una specie di raccolta di tutte le locandine che avete realizzato come ho letto un pò di tempo fa (non ricordo se qui o da qualche altra parte). Io mi sono messo a cercarle in giro per la rete ma non sono riuscito a rastrellarne molte.
    Grazie e davvero complimenti!
    Giancarlo

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